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Accademia d'arte. Dimitri Galli Rohl, primo disabile regista

A 73 anni dalla sua fondazione, l'Accademia d'arte drammatica Silvio D'Amico sforna il primo diplomato in regia con disabilità: si chiama Dimitri Galli Rohl.

Trentatrè anni, si congeda dall'accademia il 21 febbraio con lo spettacolo "Usdè - Unione sociale per una destra estrema", piece politica che farà discutere A 73 anni dalla sua fondazione, l'Accademia d'arte drammatica Silvio D'Amico di Roma sforna il primo diplomato in regia con disabilità: si chiama Dimitri Galli Rohl, ha 33 anni, è nato a Lucca e dal 2000, a causa di un incidente, vive una disabilità motoria permanente.

Il 21 febbraio sarà la sua festa: con il diploma di regia in mano, saluterà amici ed accademia con lo spettacolo "Usdè - Unione sociale per una destra estrema", piece politica tratta dall'Amleto di Shakespeare. "Usdè" - ha spiegato il neo regista - è la storpiatura italianizzata della prima celebre battuta dell' Amleto di William Shakespeare, Who's there?, ovvero 'Chi va là?'".

L'appuntamento è al Teatro Eleonora Duse di Roma. Il cast, composto da attori diplomati e allievi dell'accademia, vede la partecipazione straordinaria di Mario Mattia Giorgetti nella parte di Polonio e come attore ospite Antonio Mastellone nei panni di Claudio.

"Le speculazioni intellettuali su questa battuta - ha spiegato Dimitri Galli Rohl in un comunicato stampa - da sempre si sprecano. Ho deciso di trasformarla in un acronimo senza senso che in scena diventa il saluto militaresco di una minoranza Danese che rimpiange i treni puntuali. Usdè è uno slogan, un grido maschio che richiama alla memoria della gioventù di Elsinore i fasti della famosa campagna di Norvegia, condotta da Re Amleto padre contro il suo avversario Fortebraccio il Vecchio, di cui tanto si parla nelle freddi notti di guardia sulle mura del castello".

"Ma Usdè è anche un saluto a cui si accompagna un gesto forte del braccio destro o una grottesca metafora vocale di quel canterino 'Alalà' che è patrimonio genetico di ogni italiano che si rispetti. E' un'opera che ha la presunzione di raccontare l'ennesima versione dell'Amleto - ha concluso - epurando però il testo originale da quegli effetti speciali che lo renderebbero improponibile ad un pubblico contemporaneo: il fantasma - ad esempio - diventa una memoria storica troppo pesante che tormenta il giovane erede al trono di Danimarca, nostalgico di un passato glorioso e incapace di accettare la decisione della madre di rifarsi una vita una volta divenuta vedova, in barba al sacro diktat Dio, Patria e Famiglia.

La vendetta che il fantasma esige è soltanto uno stupido gioco di fomentazione ideologica operata da uno sgangherato trio di irriducibili ai danni di un giovane confuso, convinto a credere che alla blanda democrazia di Claudio sia preferibile un sano ritorno alla tradizione".

Primo allievo con disabilità a diplomarsi presso la Silvio D'Amico, l'accademia d'arte drammatica fondata nel 1936 dal più grande teorico teatrale italiano, critico e scrittore Silvio D'Amico, amico di Pirandello e Copeau, Dimitri Galli Rohl non ha mai rinunciato a vivere la sua vita.

Il diploma alla Silvia D'Amico è solo l'ultimo dei grandi passi avanti fatti da Dimitri dal 2000, da quando cioè la sua vita è diventata "disabile". E' infatti proprio il teatro a spingere Dimitri fuori di casa, dopo l'incidente, e a fargli trovare la forza di rigettarsi con impeto nella vita sociale. Nel 2001 diventa docente di Estetica dell'animazione per il progetto "Terza Area" presso l'Istituto professionale Sandro Pertini di Lucca e, successivamente, responsabile della conduzione e progettazione di laboratori teatrali curando l'allestimento di spettacoli con allievi di molte scuole della città.

Dal 2003 diventa anche docente per le scuole primarie con il progetto "Zoo di carta", patrocinato dal teatro del Giglio di Lucca.

"Io sarò il primo regista disabile a diplomarsi alla Silvio D'Amico, ma tanto, a ben guardare, i registi sono disabili per natura. Quando ho capito questa cosa, non ho più voluto fare l'attore - ha ironizzato Dimitri in una presentazione di se. "Un regista è chiamato a tenere sotto controllo un sacco di elementi quando decide - ha continuato - di mettere in scena uno spettacolo; allo stesso modo, come portatore di handicap sono chiamato a pianificare meticolosamente la mia giornata se voglio arrivare alla fine limitando i disagi che la mia condizione impone al mio fisico e alla mia quotidianità. In pratica, sono il regista di me stesso".

"Diplomarmi in regia - ha concluso - è stata l'unica cosa sensata da fare dopo il mio incidente. Vediamo se riesco a farlo di mestiere, riducendo la disabilità ad un hobby da coltivare nel tempo libero".


 
Fonte:www.superabile.it
 
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Data: 16-02-2009
 
 
 
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